Come evidenziato da Ania nel loro focus sulla sanità integrativa, poco meno del 7% delle famiglie italiane possiede almeno una polizza sanitaria. In valori assoluti, parliamo di circa 1,7 milioni di famiglie tutelate in caso di malattia e/o infortunio. Resta scoperto circa il 93%, ovvero 24,6 milioni di famiglie. Il Belpaese é fanalino di cosa in Europa per la stipula di assicurazioni, i numeri sono terribilmente bassi rispetto al potenziale e le famiglie si ritrovano così a dover mettere mano al portafoglio per usufruire di prestazioni sanitarie in tempi rapidi e, in caso di infortunio grave, si ritrovano con un reddito inferiore a dover affrontare l’inconveniente.
Gli italiani sono un popolo fatalista, che preferisce accantonare risparmi in vista degli imprevisti ma esita a coprirsi dai rischi.
La situazione non cambia moltissimo anche in altri ambiti assicurativi, per esempio si puó prendere in considerazione quello che è la risorsa per eccellenza nella ricchezza degli italiani, cioè l’abitazione: nonostante una parte consistente del territorio nazionale sia a rischio sismico o idrogeologico, il 40% delle case ha una copertura assicurativa di qualche genere ma appena il 2% è protetto contro le grandi catastrofi.
Eppure, nonostante i dati sulle assicurazioni stipulate suggeriscano come il popolo italiano sembri quasi indifferente ai rischi non si può dire che i risparmiatori italiani non siano coscienti del fatto che, nella vita, possono verificarsi una miriade di eventi avversi cui occorre far fronte.
Infatti, secondo un indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani, più del 40% delle famiglie intervistate ammette di risparmiare per ammortizzare eventuali imprevisti.
Quindi sono in molti a nutrire timori sugli eventi avversi, ma sono in pochi a decidere consapevolmente di proteggersi da questi rischi con una polizza ad hoc: si preferisce il fai da te, che però spesso non è una scelta particolarmente saggia.

Questi dati fanno capire ai protagonisti del mondo assicurativo c’é ancora della strada da fare, specialmente nell’accompagnare i propri clienti a valutare correttamente i rischi, a capire meglio i prodotti offerti e a sensibilizzarli a riguardo, ma anche che esiste una fetta di mercato che attende di essere raggiunta.
Siamo consapevoli che le polizze sanitaria hanno un loro costo, anche dovuto al fatto che dal punto di vista fiscale la detraibilità dei premi per alcuni tipi di polizze è limitata e il peso delle imposte sul costo dei premi è consistente, ma, in caso di malattia o infortunio, queste polizze vanno a coprire spese mediche, assistenziali, eventualmente anche diarie da ricovero.
Si é liberi di scegliere di non avere coperture, tenendo presente però, che in caso di malattia o infortunio, si andrà incontro alle spese per le cure e ai costi per i minori introiti determinati dalla minore capacità di lavorare e quindi di produrre reddito. Ciò rischia di intaccare risparmi e di mettere in dubbio i progetti futuri.
Ovviamente, prima di scegliere una polizza sanitaria ognuno deve valutare il rapporto costi-benefici nel proprio caso specifico: l’importante è decidere con consapevolezza.